Cristina Carnevali (Vivere Jesi) premiata al Premio giornalistico Giuseppe Luconi

5' di lettura 06/09/2020 - Grazie all'impegno di Daniele Bartocci, Giuseppe Papadia, Alberto Santoni, nipoti del compianto Giuseppe Luconi, quello che all'inizio poteva sembrare un sogno, alla fine è diventato realtà: il Premio giornalistico nazionale si è tenuto sabato 5 settembre al circolo cittadino.

I premi sono andati a giornalisti di rilevanza nazionale, Maurizio Compagnoni (Sky Sport), Nicola Binda (Gazzetta dello Sport), Dario Ricci (Radio 24-Il Sole 24 Ore), Giammarco Menga (Mediaset), Emilio Vitaliano (L'Espresso e Focus), Vincenzo Varagona (Tg Marche) e i tre jesini Giuseppe Cormio (giornalista e direttore sportivo della Lube Marche Volley), Flavia Fazi (Tg Marche Rai) e Laura Tangherlini (Rai News) e a diversi rappresentanti del giornalismo locale.

Tra gli interventi particolarmente significativo quello di Giuseppe Cormio che ha ricordato la figura di Luconi con cui ha avuto un rapporto fugace, apprezzandone doti e lavoro definendolo un maestro per tutti e per i tanti giornalisti presenti. In merito a etica e deontologia ha aggiunto che non è frutto dei nostri tempi, è il giornalismo che è cambiato: "un esempio - ha aggiunto - pensiamo alla presentazione delle maglie ufficiali delle squadre di calcio, con registi che lavorano per costruire una immagine." Riferendosi poi ai giornalisti ha aggiunto: "Spesso leggiamo cose sopra le righe, ma le grandi firme che restano nel nostro cuore sono persone che hanno fatto scuola di correttezza e credibilità", riferendosi di nuovo a Giuseppe Luconi.

Nicola Binda ha portato Luconi come esempio di un giornalista che oggi non c'è più: "Purtroppo oggi è un mestiere in coma, per una serie di eventi messo alle porte, il più importante è l'avvento dell'era digitale nel giornalismo. Oggi anche i comunicati stampa arrivano in tempo reale. Noi della carta stampata dobbiamo difenderci con la competenza, dare qualcosa in più che la tv o i social non hanno dato, come nel caso del calcio delle analisi fatte con competenza e autorevolezza".

Come dire che il giornalismo della carta stampata non può più mettersi in competizione con quello online, ma diventare per certi versi complementare, offrendo approfondimenti e spunti di riflessione alle notizie già diffuse in tempo reale.

Nell'elenco dei premiati, per l'informazione locale, anche la nostra testata, nelle persone dell'avvocato Cristina Carnevali (direttore editoriale), accompagnata da Michele Pinto (direttore responsabile) e Giancarlo Esposto (giornalista sportivo), premiato anche per la sua attività letteraria.

L'iniziativa ha avuto il patrocinio del Comune di Jesi, in rappresentanza del quale ha partecipato il vice Sindaco Butini e l'Ordine dei Giornalisti delle Marche, per il quale era presente il consigliere jesino Evasio Santoni, anche lui premiato. Prima delle premiazioni è stata organizzata una tavola rotonda, condotta da Lara Gentilucci, nella quale si è parlato dei nuovi modelli di comunicazione online, etica dell'informazione, tutela della privacy e altri argomenti di estrema attualità, in un mondo - quello dell'informazione - in costante evoluzione.

È stato quindi il turno di Laura Tangherlini, giornalista molto impegnata anche nel sociale, in particolare si occupa della Siria da anni. "Da piccola guardavo con tanta ammirazione fotografi e giornalisti, non sono digitalizzata e non amo particolarmente i social. Quando a 10 anni scelsi questo mestiere avevo altri strumenti in testa, io in questa epoca non mi sento molto a mio agio, perché sono ancorata a quel precedente modello di giornalismo, però i nuovi strumenti come i contenuti video dei cittadini siriani sui social sono stati davvero utili per testimoniare cosa succede". Parlando di fake-news ha aggiunto: "la Rai si è dotata di una task force per contrastarle già prima del covid".

Dario Ricci si è dimostrato entusiasta della città di Jesi: "Ho immaginato come Luconi abbia potuto raccontare le bellezze di questa città, che questa occasione mi ha permesso di visitare per la prima volta. Proprio stamattina ho ammirato un dipinto nella chiesa della Madonna delle Grazie. Questa manifestazione mi ha permesso di confrontarmi con tanti colleghi anche più giovani. Forse dovremmo pensare ad una distribuzione di contenuti diversi su tutti i mezzi di informazione. Il tempo dedicato alla qualità dell'informazione, ci permette di guadagnare in consapevolezza".

A Maurizio Compagnoni, marchigiano di origine, è stato chiesto cosa consigliare ai giovani che vogliono intraprendere la professione di giornalista. "A me piace stare sul posto e cogliere sfumature diverse - ha risposto - la piega che sta prendendo la nostra professione non mi piace, perciò ai giovani vorrei ricordare che il giornalismo è una cosa seria e precisa, di evitare il pressapochismo".

Sono stati proiettati dei messaggi video da parte di tre illustri rappresentanti del giornalismo locale, che non sono riusciti a partecipare: Francesco Giorgino (Tg1 Rai), Mario Giordano (Mediaset) e Roberto Petrini, anche lui jesino, de La Repubblica.

Altri riconoscimenti a Stefano Brecciaroli (Tv Centro Marche) e Gianluca Pascucci (Radio Arancia), Mauro Cavina, Michele Spagnuolo, alle giornaliste jesine Talita Frezzi e Sara Ferreri.

Non è mancato un commosso ricordo di Gianni Rossetti, giornalista de Il Resto del Carlino prima, poi della Rai, per anni presidente dell'Ordine dei Giornalisti delle Marche, fondatore della Scuola di Giornalismo di Urbino, scomparso recentemente.








Questo è un editoriale pubblicato il 06-09-2020 alle 08:14 sul giornale del 07 settembre 2020 - 236 letture

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