Cinque buoni motivi per commentare su Vivere anziché su Facebook

2' di lettura 22/02/2019 - In redazione ci stupiamo spesso del fatto che le nostre notizie, sia quelle per cui ci siamo impegnati per un approfondimento giornalistico che quelle che arrivano come comunicati stampa e pubblichiamo in un minuto, vengono commentate più volentieri su Facebook piuttosto che sul nostro giornale. Abbiamo pensato allora di fornirvi qualche motivo in più per commentare direttamente sul giornale.

1) Su Facebook di una notizia appaiono solo il titolo, una foto e le prime righe.
Che commento potete aspettarvi da chi non ha nemmeno letto l'articolo?

2) L'algoritmo di Facebook tende a creare una bolla intorno a voi: vi mostra i post e i commenti dei vostri amici e di chi ha gusti e idee simili a voi. Per avere un'idea più completa della città è importante leggere tutto.

3) Inutile nasconderselo: da qualche anno a questa parte Facebook è il regno dell'odio e dei commenti volgari. Su Vivere cerchiamo da sempre di mantenere la conversazione entro i limiti della buona educazione.

4) La bacheca di Facebook scorre in fretta, è un flusso continuo. L'archivio di Vivere è sempre disponibile. E così i commenti lasciati su Vivere.

5) Un articolo che coinvolge due città mostra i commenti dei lettori di entrambe le città. Chi commenta su Facebook trova solo i commenti lasciati dai lettori di una città.

Aggiungiamo un sesto motivo, quello che ci tocca più da vicino.
Il vostro tempo trascorso su un sito web ha un valore. Mentre commentate Facebook vi mostra un'inserzione pubblicitaria e così fa Vivere.
Questo valore preferite darlo a chi le notizie paga per produrle e lo spenderà in città o a una multinazionale californiana?






Questo è un editoriale pubblicato il 22-02-2019 alle 11:17 sul giornale del 23 febbraio 2019 - 226 letture

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