Senigallia: "Operazione Ghost". Maxi blitz contro la clandestinità con arresti, denunce ed espulsioni

21/06/2018 - Sono durate oltre otto mesi le indagini condotte dagli agenti del Commissariato di Polizia di Senigallia, coordinate dal vice questore aggiunto Agostino Licari, che hanno assestato un duro colpo all’immigrazione clandestina ed alle attività produttive illegali poste in essere sul territorio di Senigallia con tanto di evasione fiscale per centinaia di migliaia di euro.

L’operazione di Polizia, denominata “Ghost”, proprio perché ha consentito di scoprire decine di posizioni di stranieri totalmente ignote poiché clandestini e mai censiti in Italia, ha richiesto l’impiego congiunto del personale dell’Ufficio Immigrazione e del Controllo del Territorio, oltre che di diversi reparti speciali, tra cui il Reparto Prevenzione Crimine di Perugia. Nel corso delle diverse attività di polizia svolte, ha operato una task force composta da funzionari di altre amministrazioni, a vario titolo coinvolte. Tra di essi spicca il fondamentale apporto fornito dall’Ispettorato Provinciale del Lavoro di Ancona, dai Vigili del Fuoco, dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia Locale di Senigallia.

L'operazione ha portato all'arresto di 5 stranieri, alla denuncia di 23 stranieri, all'espulsione di 16 clandestini, all'identificazione di 545 stranieri, al sequestro di 7 laboratori artigianali e ad oltre 62.000 euro di sanzioni solo amministrative. Le attività di indagine, che hanno poi consentito di scoprire un ramificato contesto criminale, hanno preso avvio dall’approfondimento delle posizioni di diversi soggetti stranieri, presenti sul territorio, privi dei requisiti per la permanenza. In questo ambito i poliziotti hanno effettuato mirati controlli presso abitazioni ed attività commerciali avviate da soggetti extracomunitari che hanno consentito di rintracciare 16 stranieri di varie nazionalità (per lo più bengalesi, pakistani, nigeriani ma anche cinesi e dell’Est Europa) privi di permesso di soggiorno o con permesso di soggiorno scaduto. Per essi si è proceduto all’emissione dei decreti di espulsione ed all’accompagnamento presso i centri. Sono in corso ulteriori accertamenti su altre posizioni di soggetti extracomunitari, per alcuni dei quali sono state avviate le procedure per la revoca del permesso di soggiorno illecitamente conseguito.

In tale ambito, gli agenti hanno proceduto a trarre in arresto 5 stranieri in flagranza di reato, che hanno violato il divieto di reingresso in Italia nel termine di 5 anni prescritto nel provvedimento di espulsione. Oltre alla posizione di irregolarità sul territorio nazionale, gli agenti del Commissariato hanno accertato una pluralità di condotte illecite a carico dei soggetti extracomunitari che in parte attengono propria all’illecita presenza sul territorio (è il caso di arresti o denunce per presenza illegale sul territori o inottemperanza al divieto di reingresso) ed in parte riguardano situazioni consequenziali o comunque strumentali ad ottenere illecitamente il permesso di soggiorno. Diverse, infatti, sono state le denunce per reati di falso ideologico o uso di atto falso scoperti dagli agenti a carico di extracomunitari che dichiaravano di alloggiare in una determinata abitazione (stante l’obbligatorietà del requisito della disponibilità di una casa per l’ottenimento del permesso di soggiorno) ed invece dai controlli effettuati non erano mai stati rintracciati all’interno. In particolare, è emersa la posizione di alcuni soggetti, poi denunciati, di origine pakistana e cinese, che sono risultati dediti alla produzione di false dichiarazioni di cessione di fabbricati rilasciate a favore di soggetti il cui permesso era prossimo al rinnovo. Altre ipotesi di reato contestate dagli agenti sono scaturite di seguito ai controlli presso le attività commerciali ed attengono a gravissime violazione della normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. In una ipotesi all’interno di una abitazione occupati da soggetti di nazionalità nigeriana, sono stati rinvenuti centinaia di capi di abbigliamento e scarpe riportanti marchi contraffatti delle più famose griffe.

Le attività di controllo hanno interessato una molteplicità di luoghi frequentati da soggetti extracomunitari ed in parte sono state rivolte anche alle attività commerciali da questi avviate sul territorio di Senigallia e nell’hinterland (negozi alimentari, negozi di abbigliamento, laboratori artigianali, internet point, ecc.) Tra queste attività, le più gravi violazioni sono state riscontrate nel corso dei controlli effettuati , unitamente al personale dell’Ispettorato Provinciale del Lavoro e dei Vigili del Fuoco di Ancona che hanno consentito di rintracciare, oltre ad alcuni lavoratori clandestini, poiché privi di permesso di soggiorno, numerosi lavoratori in nero, ma anche gravi e vistose violazioni alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Sono stati trovati infatti laboratori senza vie d’uscita, senza estintori o con estintori inefficienti, promiscuità tra zone di lavoro e zone di riposo, bambini presenti nei luoghi di lavoro. Tali gravissime violazioni hanno determinato l’applicazione , da parte del personale del Commissariato di Polizia di Senigallia e dei Vigili del Fuoco, della misura del sequestro preventivo che ha interessato, addirittura sette dei laboratori artigianali, gestiti per lo più da soggetti di nazionalità cinese- in cui erano impiegati oltre 150 persone-, distribuiti su tutto il territorio del comune di Senigallia. Misure cui poi hanno fatto seguito i provvedimenti giudiziari di sequestro preventivo. Di seguito all’accertamento sulla presenza dei lavoratori irregolari, cd. in nero, il personale dell’Ispettorato Provinciale del lavoro di Ancona ha provveduto ad elevare sanzioni ai titolari per diverse decine di migliaia di euro e ad applicare il provvedimento di sospensione delle attività lavorative fino al pagamento delle sanzioni contestate.

Altro grave fenomeno emerso nel corso dei controlli effettuati dal personale del Commissariato è quello relativo all’affitto irregolare, spesso da parte di cittadini italiani, di case a soggetti stranieri, senza che venga effettuata l’obbligatoria comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza. In alcuni casi, poi sono, gli stessi stranieri che, dopo aver preso una casa in affitto, provvedono a sub affittarla, spesso in nero, ad altri connazionali, senza effettuare la prevista comunicazione all’autorità di Polizia. Nel corso di detta attività, gli agenti hanno sottoposto a controllo oltre 50 immobili tra abitazioni e laboratori artigianali, dislocati sia nel centro della citta che in periferia. Al fine di comprendere l’importanza del fenomeno fatto emergere dai poliziotti si consideri che la sanzione prevista è di oltre 300 euro, per ogni soggetto straniero per il quale non si è proceduto alla comunicazione all’autorità di P.S., e gli agenti hanno contestato sanzione per circa 62.000 euro, rintracciando oltre 190 posizioni irregolari. La maggior parte di queste sanzioni sono state versate alla casse dell’erario. Da rilevare anche il fatto che, nel corso delle verifiche, gli agenti operando, in diverse occasioni, congiuntamente a personale della Polizia Locale, ha proceduto ad effettuare segnalazioni per questioni legate a possibili abusi edilizi ma anche per problematiche circa carenze igienico-sanitarie riscontrate tali da rendere inagibili le abitazioni.







Questo è un articolo pubblicato il 21-06-2018 alle 16:33 sul giornale del 22 giugno 2018 - 494 letture

In questo articolo si parla di vivere senigallia, giulia mancinelli

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