Un esempio di giornalismo diverso

1' di lettura 12/12/2009 -

Da giornalista non posso rimanere insensibile alla condanna di Benedetto XVI ai mezzi di comunicazione che ogni giorno, parole sue, \"raccontano il male\" e \"amplificano le brutte notizie\".



I giornalisti sono le prime vittime di quel meccanismo, denunciato dal pontefice, che ripetendo le notizie, anche le più tragiche, fa in modo che ci si abitui alle cose più orribili facendoci diventare insensibili.

Di certo in redazione non siamo esenti da colpe in questo. A volte una notizia tragica diventa semplicemente una notizia che ti stravolge la giornata costringendoti a cercare notizie e facendo passare in secondo piano il dolore che questa notizia porta con se.
Questo non è un buon motivo per non pubblicare queste notizie, perché la cronaca più che un diritto è un dovere.

Sui nostri quotidiani le cose sono un po\' diverse e, credo, migliori di quello che accade nel resto della stampa.
Noi diamo spazio a tutti, anche alle buone notizie che, sempre più numerosi, i cittadini ci inviano. Ogni giorno pubblichiamo e pubblicizziamo gratuitamente tantissime iniziative culturali, di volontariato, sportive, musicali e di ogni altro genere.

I nostri quotidiani sono i giornali della città e per la città. Sono fatti prima di tutto dai lettori, che inviano comunicati e decidono l\'ordine delle notizie.
Nelle città succedono anche tante cose belle. Credo che questo nei nostri quotidiani sia ben evidente.






Questo è un editoriale pubblicato il 12-12-2009 alle 16:33 sul giornale del 14 dicembre 2009 - 2992 letture

In questo articolo si parla di cultura, michele pinto, benedetto xvi, giornalismo, editoriale


Premetto che sono profondamente innamorata del giornalismo e ho scelto di intraprendere questo splendido lavoro. Di solito se posso sto zitta, ma mi da profondamente fastidio la campagna denigratoria e strumentale che i \"poteri alti\" stanno facendo da tempo contro i giornalisti. è pur vero che il circuito dei media è fortemente viziato e contribuisce ad alimentare senza dubbio il nichilismo valoriale in cui siamo immersi sempre pi... Mostra tuttoù, con la conseguente supremazia dell\'esteriorità, del denaro, del relativismo. l\'analisi del Papa è complessa e tocca punti nodali, interni al sistema di produzione delle notizie, più che ai giornalisti. ma è pur vero che i giornalisti non si inventano nulla. la demonizzazione fatta dal pontefice non aiuta nessuno. introdurre nelle scuole l\'educazione ad un uso consapevole dei media, è un primo passo importante. il male è parte del mondo e non raccontarlo è come mettere la testa sotto la sabbia. le persone sono esseri pensanti, capaci di sdegno e raziocinio, ecco si deve tornare a porre al centro di tutto l\'essere umano. confermo, il gruppo Vivere prova a seguire una strada diversa. basta puntare il dito solo contro i giornalisti, ma si deve anche guardare all\'origine dei problemi, perchè senza andare alla radice, niente si risolve!!!!!